Torta Caprese

Per la mia ricetta N* 200 propongo una torta al cioccolato fondente e mandorle la  torta Caprese. Dolce tipico di Capri, diffuso anche nella penisola sorrentina ed amalfitana è conosciuto in tutto il mondo per la sua bontà. È questa una ricetta antica, che mi è stata tramandata da una amica caprese di mia madre. Semplice nella sua realizzazione, piacerà sicuramente a tutti. Provala!

Ingredienti (per 10 persone)

  • Mandorle non pelate 300 gr.
  • Zucchero 300 gr.
  • Cioccolato fondente 150 gr.
  • Cacao amaro in polvere 40 gr.
  • Vanillina 1 bustina
  • Burro 150 gr.
  • Uova 5 intere
  • Liquore Rhum 20 ml (facoltativo)
  • Zucchero a velo q.b.
  • Farina per la teglia q.b.
  • Burro per la teglia q.b.

Tosta le mandorle a 200 C per pochi minuti nel forno e tritale.
Spezzetta e trita il cioccolato. In una ciotola metti il burro e lo zucchero. Lavora bene o a mano o con la  frusta elettrica.



Aggiungi  uno alla volta le uova lavorando bene l’impasto.



Unisci la vanillina ed il cacao. Mescola bene.



Aggiungi  le mandorle tritate e continua a mescolare.



Unisci la cioccolata fondente tritata ed il liquore, se lo gradisci. Io preferisco senza, si assapora di più il gusto delle mandorle e della cioccolata.



L’impasto è pronto.



Prepara una teglia -imburrata ed infarinata- di 24-26 cm di diametro.



Versa l’impasto nella teglia.



Inforna a 180C per 40 minuti.



Quando è cotta (fai la prova con uno stecchino al centro), falla intiepidire e capovolgila su di un piatto.


 


Spolverizzala con zucchero a velo e, se vuoi, puoi decorarla con gocce di cioccolata. È la mia Caprese: la numero 200 delle ricette. Creata a Capri nei primi anni del 900 da un pasticciere che la inventò dimenticando di aggiungere la farina alla ricetta di una torta di mandorle, è il dolce tra i più amati della tradizione della pasticceria napoletana.



Servi la caprese da sola ma anche con una porzione di gelato alla nocciola, vaniglia o caffè. Gusterai una vera delizia!


“Dovunque tu vada, vacci con il tuo cuore.” (Confucio, filosofo cinese)